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Alessia Polita e il sogno infranto: “Non lasciatemi sola”

alessia politaIl suo incidente in pista, che le ha fatto perdere l’uso delle gambe, ha commosso il mondo. Alessia Polita, 27 anni, pilotessa bella e promettente del Campionato italiano velocità (categoria Stock 600), non potrà più sfrecciare nei circuiti motociclistici agitando al vento la sua chioma bruna. Eppure ha tanta voglia di tornare a vivere. E, per farlo, attraverso un’intervista ha chiesto l’aiuto degli amici: “Non lasciatemi sola, ora più che mai ho bisogno di tutti”. 
Intanto è già nata una Onlus in onore della numero 51. Il fratello Alex, inseparabile, ne gestisce la pagina Facebook, Lady Polita, dedicata a quella che chiama “la ragazza delle imprese impossibili”. Per la jesina, abituata ad andare sempre al massimo, anche il recupero è infatti una corsa contro il tempo. E a sole due settimane dal drammatico incidente di Misano Adriatico (là dove, nella stessa curva maledetta, aveva perso l’uso delle gambe il pilota di MotoGp Wayne Rainey), ha già lasciato l’ospedale di Cesena per trasferirsi nella struttura riabilitativa di Monfalcone dove ha cominciato la fisioterapia. Consapevole che sarà dura adattarsi a quei ritmi lenti che non hanno mai fatto parte di lei. E provare a dimenticare quell’istante in cui, durante la seconda sessione di prove ufficiali, ha perso il controllo della sua Yamaha R6 e un po’ della sua vita. “Devo trovare nuovi obiettivi e nuove cose da fare. Sono una che difficilmente riesce a oziare, devo stare sempre in attività”, ha spiegato la ragazza.
Una carriera costruita in anni di sacrifici, quella di Alessia. E una vita davanti tutta da disegnare. “Volevo il matrimonio fra tre o quattro anni e avere dei figli – è stato lo sfogo dell’ex centaura – ormai è un sogno storpiato. Non auguro nemmeno al peggior nemico di restare senza gambe”. Per la prossima stagione Alessia aveva programmato di fermarsi (“I soldi non c’erano”) e, magari, seguire il suo fidanzato. Ma stavolta il destino è stato più veloce di lei: “Forse era destino che mi dovessi fermare. Potevo essere in bici, al mare o in moto, sarebbe stato lo stesso”, ha detto la Polita, pur consapevole di aver scelto uno sport “ad alto rischio”.

C’è anche spazio per una vena di amarezza sulla marginalità della sua categoria agli occhi dei media. “Si sono tutti ricordati di me solo adesso, i riflettori si sono accesi sul fatto che Alessia Polita resterà paralizzata – ha affermato la giovane – e non prima quando conquistava il podio. E’ così triste”. Un modo per ricordare tutti quelli che, come una volta è stato per lei, vivono all’ombra rischiando la vita a ogni curva. E sognando di incrociare la luce. Ma non così.

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