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Assen, The Doctor is back

Assen Valentino RossiRossi c’è Rossi c’è Rossi c’è… Sono i titoli di coda (o di testa, a seconda di come la si veda) di una storia lunga e ormai epica. Il protagonista è Valentino Rossi. The Doctor, il Dottore. Il 46 che torna numero 1 in una gara dopo 2 anni e mezzo di digiuno. Dominando il Gp di Assen quasi dall’inizio alla fine, proprio come una volta. A dividere con lui la gloria, aggiudicandosi il primato del coraggio, Jorge Lorenzo. Il pilota Yamaha, infatti, è passato dall’operazione alla clavicola di sole 24 ore prima (dopo l’incidente rimediato nelle prove) al quinto posto nel Gp d’Olanda (dietro a Dani Pedrosa), che ha il sapore di una vittoria. Ha voluto correre a tutti i costi per fare punti e c’è riuscito.
Ma il mondo ora guarda a lui. A Valentino. A quel ragazzino dai riccioli sbarazzini cresciuto in sella a una moto e trasformatosi in Campione. Lo ha aspettato per mesi, anni. Ha temuto che potesse non tornare più quello dei tempi belli. Dei trionfi in 125, 250 e poi 500/MotoGP, prima con la Honda e poi con la Yamaha. L’ha visto sbattere la testa contro una Ducati che non voleva saperne di inchinarsi a lui. Poi il ritorno al vecchio amore, la Yamaha. E, in un sabato di fine giugno, il suo momento per risorgere. La vittoria numero 106. C’erano le condizioni giuste, certo. E’ indubbio che l’infortunio abbia penalizzato il campione del mondo in carica, dovutosi “accontentare” dell’impresa di un quinto posto in una gara in cui nessuno avrebbe scommesso di vederlo sfrecciare. Ma il ritorno del Dottore nato a Tavullia è molto più di una “combinazione astrale”. E’ un “giorno perfetto” a cui lui stesso, intervistato a pochi attimi dal superamento del traguardo, stenta ancora a credere. Non è ancora dato sapere se si sia trattato solo di una parentesi. Un tuffo in una storia che continuerà a essere coniugata al passato. O se piuttosto sia stato l’inizio di un futuro che vedrà un 46 giallo brillare di nuovo sui podi internazionali. Per i fan oggi nessun sogno è troppo utopico per trasformarsi in realtà.
Al termine di un week-end super adrenalico, merita una menzione particolare anche Marc Marquez. Protagonista pure lui di una spaventosa caduta nelle prove libere, ha guidato la sua Honda con un dito rotto – notizia un po’ offuscata dal “miracolo” di Lorenzo – e si è posizionato subito dopo Valentino, che non ha mai nascosto di avere come idolo. Terzo posto e grandi meriti da riconoscere anche a Cal Crutchlow (Yamaha) che, partito dalla pole e poi sorpassato, è stato protagonista di una gara all’attacco in cui ha persino rischiato di finire secondo. La classifica mondiale dice Pedrosa, poi Lorenzo, Marquez, Crutchlow e Rossi. E, per i costruttori: Honda, Yamaha e Ducati. Undici i Gran Premi ancora da disputare: il prossimo in Germania il 14 luglio.

Intanto, godiamoci ancora scorrere le immagini di una delle gare più emozionanti degli ultimi anni. Che una pagina di storia se l’è guadagnato di diritto. E sarà difficile dimenticarla.

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